Il caso qui presentato è stato elaborato dal Dott. Filippo Cardarelli, Odontoiatra, specialista in Ortognatodonzia, e pubblicato sulla rivista Il Dentista Moderno di ottobre 2020.

Premessa

La terapia funzionale non va identificata nell’apparecchio o nella sequenza di apparecchi che hanno lo scopo di allineare i denti, ma nell’utilizzo di un dispositivo che lavori nel rispetto della fisiologia dell’organismo con un obiettivo funzionale. Lo spostamento scheletrico e quello dentale dipendono sempre da una funzione neuromuscolare, per questa ragione occorre prendere in considerazione la muscolatura per qualsiasi tipo di valutazione.
La terapia funzionale elastodontica si inserisce perfettamente all’interno di questo scenario e ha lo scopo di correggere la malocclusione e di migliorare la forma di arcata e la funzione cranio-facciale.
All’interno di tale terapia si ritrovano i bioattivatori AMCOP, che sono costituiti da scudi vestibolari e linguali e sono in grado di stimolare i muscoli della masticazione, delle labbra e della lingua. L’obiettivo terapeutico risulta essere quello di eliminare le controforze disfunzionali ripristinando la corretta funzione della respirazione, della deglutizione, della posizione linguale, della masticazione, dell’occlusione e della postura.
Il caso clinico proposto riguarda un soggetto di 10 anni con II classe scheletrica, deep bite con overjet di 5 mm e overbite di 6 mm e mostra come gli apparecchi elastodontici siano in grado di determinare in tempi brevi effetti scheletrici, dentali e posturali.
I movimenti ortodontici sono stati testati con l’elettromiografia di superficie (BTS TMJoint, Teethan).

Materiali e metodi

Paziente di 10 anni e di sesso femminile con malocclusione. Classe II scheletrica deep bite con overjet di 5mm e overbite di 6mm, II classe molare a destra e I classe molare a sinistra. Le arcate mostrano disarmonia dento-mascellare in eccesso con conseguente affollamento, recessione gengivale sull’elemento 41 (Figure 1a e 2a).

 

Figura 1a: Rx panoramica: inizio terapia, 2010 / Figura 2a: Fotografie intraorali frontali: inizio terapia, 2010

Il soggetto è stato inoltre sottoposto a teleradiografia latero-laterale, esame che ha evidenziato iperlordosi cervicale con iperestensione del capo sul collo, osso ioide posizionato in basso e indietro (Figura 3a).
Questa posizione del capo nel piano sagittale obbliga a uno scorretto posizionamento del piano di Francoforte per eseguire la teleradiografia, poiché il paziente non è in grado di mantenere una postura del capo corretta.
Il piano di trattamento ha previsto l’utilizzo di un solo apparecchio elastodontico indossato per 2 ore durante il giorno e tutte le notti per i primi 6 mesi, e poi solo durante la notte.
Ottenuta la correzione del rapporto molare, l’apparecchio è stato utilizzato come contenzione e per guidare la fuoriuscita degli ultimi denti permanenti.

Figura 3a: Teleradiografia: inizio terapia, 2010

Risultati

Dopo 24 mesi di trattamento elastodontico è stata ripristinata una corretta dimensione trasversale del mascellare superiore. Il fisiologico livello gengivale sull’elemento 41 è stato completamente recuperato. La teleradiografia eseguita a fine trattamento ha evidenziato una normale lordosi cervicale e un osso ioide posizionato correttamente in seguito alla correzione della classe scheletrica (Figura 3b)
Il raggiungimento della normoocclusione è stato verificato con l’analisi dei muscoli masticatori tramite elettromiografia (BTS TMJoint, Teethan). Sono stati sottoposti a esame grazie all’utilizzo di 6 sonde elettomiografiche di superficie i muscoli temporali, masseteri e sternocleidomastoidei.
Al soggetto è stato chiesto di eseguire una prova di massima contrazione volontaria sui cotoni e successivamente una massima contrazione sui denti. Per testare l’attività degli sternocleidomastoidei è stata effettuata una rotazione del capo a destra e poi a sinistra, mantenendo la spalla ferma.
L’elettromiografia è stata effettuata durante la terapia con e senza apparecchio elastodontico e ha evidenziato i benefici apportati dallo stesso. Nel test effettuato con apparecchio, rispetto alla prova senza, valutando i parametri proposti dal prof. Ferrario, si evince un miglioramento dei POC (coefficienti di sovrapposizione percentuali) per i temporali, masseteri e sternocleidomastoidei; un baricentro posteriore con valori non lontani dalla banda di normalità, preferito rispetto al baricentro anteriore che potrebbe portare nel lungo termine a un sovraccarico a livello condilare e potrebbe causare cefalee muscolo-tensive (Figura 4).

      

Figura 3b: Teleradiografia: fine terapia, 2013 / Figura 4: Risultati dell’esame occlusale con BTS-TMjoint eseguito con e senza apparecchio elastodontico, in corso di terapia

Il risultato ottenuto dall’esame conferma che è stata ripristinata la giusta funzione muscolare, requisito indispensabile per garantire stabilità al caso clinico nel tempo.
Il dato ottenuto dall’esame elettromiografico risulta, inoltre, essere molto importante per determinare la risoluzione della malocclusione funzionale, legata allo scorretto funzionamento muscolare che in molti casi ortodontici risulta essere la causa della recidiva.

 

Figura 1b: Rx panoramica: fine trattamento, 2013 / Figura 2b: Fotografie intraorali frontali: fine terapia, 2013

Discussione

Il caso in esame è stato trattato con la terapia elastodontica e possiamo notare come la terapia risulti naturale, innovativa, non invasiva e possa essere considerata una straordinaria bio-ortopedia oro-craniofacciale.
Le patologie occlusali, e quindi le malocclusioni, sono spesso un fattore causale di molte patologie osteoarticolari.
Diversi studi dimostrano come la II classe scheletrica sia associata spesso a una postura avanzata e iperlordosi del rachide cervicale, mentre la III classe è per lo più associata a una postura arretrata.
Attraverso una attenta analisi della postura del paziente dal semplice esame clinico alla rx teleradiografia latero-laterale, si evince una correlazione significativa tra malocclusione e alterazioni posturali.
Con il raggiungimento della normocclusione è stato dunque possibile anche correggere la postura stessa del paziente. In alcuni casi, per accelerare e migliorare la terapia, sono utili persino le sedute di fisioterapia o di osteopatia.
Nell’ultima visita di controllo è stato effettuato un ulteriore test elettromiografico, dove si evince il mantenimento dei POC, del baricentro posteriore e della torsione (Figura 5).

      

Figura 5: Esame occlusale eseguito nella visita di controllo (2019) / Figura 3c: Fotografie intraorali frontali: visita di controllo, 2019

Conclusione

Scopo di questo lavoro è stato quello di dimostrare l’importanza che ha un trattamento ortodontico precoce in modo da semplificare la terapia delle malocclusioni e ridurre le eventuali recidive.
Questa metodica permette di eliminare le necessità di ricorrere ad estrazioni, in armonia con il rigido controllo dell’ancoraggio e con le metodiche maggiormente conservative.
Le terapie proposte non hanno come obiettivo l’allineamento dei denti bensì il ripristino della funzione occlusale. Di conseguenza, la funzione occlusale ripristinata consente di ottenere il corretto allineamento dentale e soprattutto di conservalo nel tempo.
L’ortodonzia preventiva tramite dispositivi elastodontici rappresenta quindi un importante passo avanti nell’ambito dell’ortodonzia in età evolutiva dal momento che è in grado di risolvere la maggior parte dei problemi ortodontici, trasformando molti di questi casi in occlusioni ideali sotto il profilo estetico e funzionale e posturale.

Caso clinico pubblicato sul numero di ottobre 2020 della rivista Il Dentista Moderno

      

 

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