Teethan intervista il dott. Alessandro Beraldi

 

 

Abbiamo intervistato il Dott. Alessandro Beraldi per saperne di più della sua esperienza con Teethan.

Cosa l’ha spinta inizialmente a scegliere Teethan?
Avevo la necessità di uno strumento che potesse darmi misure obiettive sul bilanciamento occlusale del paziente ad inizio e fine terapia. Ed anche ovviamente nei passaggi intermedi delle riabilitazioni, come con i bite o i provvisori. Teethan si presentava anche molto pratico come uso: niente cavi, nessuna interferenza con l’ambiente circostante, facilmente trasportabile fuori studio, veloce da approntare e utilizzare.

Come descriverebbe la sue esperienza con Teethan?
Assolutamente positiva. L’apparecchio è affidabilissimo, il software veramente “fool proof”, i colleghi o gli studenti cui lo mostro nelle docenze universitarie sono già in grado di utilizzarlo dopo pochi test. I limiti, propri di tutta la strumentazione s-emg, sono superati dal punto di vista clinico dagli algoritmi del Prof. Ferrario, che lo rendono uno strumento validato scientificamente.

Qual è il valore che l’utilizzo di Teethan ha apportato nella sua pratica quotidiana?
Il valore di Teethan è quello di poter facilmente gestire il “parametro” occlusale delle terapie che normalmente viene affidato alle cartine. Quasi tutte le nostre terapie hanno a che fare con l’occlusione, e affidarci alle cartine è rischioso. Infatti, quanto segnato da una cartina, che pur usiamo tutti decine di volte al giorno, sia inaffidabile, è ben documentato in letteratura.

In quale ambito trova particolarmente utile l’utilizzo di Teethan?
Non esiste realmente un ambito in cui Teethan sia particolarmente utile, è utile in quasi tutto quello che facciamo! La collaborazione con le Università per la gnatologia e anni di attività in ambito sportivo mi permettono di apprezzarlo soprattutto per la sua versatilità. Essendo un esame extraorale supera i limiti di altri strumenti validati, che non si adattano per dimensioni a tutte le bocche, e mi permette di testare anche presidi come i paradenti, altrimenti non “misurabili” come effetti sull’occlusione e sul bilanciamento muscolare.